Una delle nevicate più inaspettate degli ultimi anni nel Nord Ovest italiano: reanalisi e reportage di un fenomeno spettacolare.
Tutti i meteoman tv, i siti meteorologici su internet, i Lam davano intense precipitazioni piovose per la Lombardia, ad eccezione dell\'estremo ovest, con, invece, possibili nevicate intense in Piemonte.
Eppure tra i forum di appassionati cominciava a sorgere il dubbio che questa perturbazione potesse portare nevicate anche nella parte centro-occidentale della regione. Le previsioni da parte dei modelli differivano troppo dalla situazione reale che stava verificandosi.
Fu così che la mattina, aperte le tapparelle, qui nel baluardo regno della terra di mezzo (di solito le nevicate al limite qui sono estremamente rare) è comparso, come d\'incanto, un paesaggio interamente imbiancato (e il bello doveva ancora venire).
Reanalisi
Nella sera di venerdì 29 gennaio una intensa colata artico marittima ha raggiunto il mediterraneo, attraverso la porta del rodano. Questa aria fredda ha generato deboli nevicate che hanno coinvolto l\'intera Lombardia (lasciando accumuli maggiori più ci si spostava verso est).
Nei giorni seguenti il freddo si è fatto sentire, tuttavia, nel centro-ovest della regione ha portato venti di favonio che hanno seccato molto l\'aria.
La colata fredda si è esaurita nei giorni a seguire e ha lasciato in eredità una colonna d\'aria molto secca, che ha portato valori generalmente compresi tra i 6-8 gradi nelle massime e i -6/-2 nelle minime! Inoltre,il giorno 3 febbraio un promontorio mobile anticiclonico ha portato una complessiva scaldata che si è fatta più intensa alle quote più elevate, compromettendo, in parte, le possibilità per ottime nevicate. La giornata di giovedì 4 febbraio trascorre con nubi mediamente a bassa quota che hanno, probabilmente, avuto il compito di tenere bassi i valori al suolo (massime sui 5/6 gradi) e di non compromettere eccessivamente la colonna d\'aria per una possibile nevicata.
Contemporaneamente a ciò durante la notte tra il 4 e il 5 febbraio un debole sistema prefrontale collegato ad una intensa perturbazione atlantica ha iniziato a generare qualche debole precipitazione, che, stante le basse temperature al suolo e la bassa umidità della colonna, sono risultate, generalmente, generalmente nevose fin dall\'inizio (in alcuni casi i fenomeni dopo un\'iniziale fase nevosa sono divenuti pioggia per poi tornare neve durante le fasi più intense). Le zone interessate dalle nevicate sono state quelle della parte centro-occidentale del nord (Piemonte e Lombardia fino al bergamasco).
Durante la mattinata di venerdì 5 le precipitazioni si sono intensificate notevolmente e la neve (fino a Bergamo) è andata a risostituire (in alcune zone) quella che era diventata pioggia a causa della scarsità dei fenomeni.
Nel pomeriggio, con l\'ingresso della perturbazione atlantica, la neve (che nel frattempo si era spostata ad ovest di qualche km, con limite la bergamasca occidentale) è diventata copiosa e a fiocchi enormi. La colonna d\'aria, tuttavia, col passare delle ore è andata incontro ad un processo di erosione (con l\'ingresso di venti sciroccali) a partire da N e la pioggia ha iniziato a girare in neve partendo da nord e spostandosi verso sud. Come spesso succede in questi casi, le zone del pavese hanno benificiato di protezione orografica che gli ha permesso di accumulare neve anche in serata (momento clou del peggioramento).
Gli accumuli nevosi sono stati modesti (compresi tra gli 1-3 cm del bergamasco ai 12/20 cm del varesotto/pavese), poiché la nevicata è stata quasi sempre molto umida, a causa di una colonna d\'aria al limite.
Analisi del radiosondaggio pre-evento (RS)
Come si diceva precedentemente, la colonna d\'aria nelle fasi immediatamente precedenti all\'evento era molto buona, sebbene non eccellente.
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PRES HGHT TEMP DWPT RELH
hPa m C C % g/kg
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1009.0 103 2.8 1.3 90
1000.0 179 2.4 0.0 84
944.0 643 0.2 -1.9 86
925.0 806 0.8 -0.4 92
921.0 841 0.8 -0.2 93
887.0 1142 -0.2 -0.7 96
850.0 1484 -1.3 -1.3 100
Come si può dedurre dall\'RS qui sopra, la colonna presenta una temperatura di bulbo umido (wet bulb) negativa fino a 300/400 metri, con, tuttavia, uno strato a wet bulb leggermente positivo a 800 metri. Comunque, questa colonna risulta essere una buona colonna per la neve, tenenedo conto che una perturbazione atlantica, generalmente, è in grado, in assenza di richiami miti, di mandare in omotermia la colonna e di migliorarla ancora di più.
Questo è quello che, appunto, si è verificato e quindi le precipitazioni sono state sotto forma nevosa (laddove la colonna d\'aria era simile a quella di Linate, oppure leggermente peggiore) fino all\'arrivo del richiamo caldo.
Reportage nevoso della Brianza - Il momento clou
Ecco qualche foto dall\'alta pianura brianzola, da Bernareggio (MB)
Una foto della nevicata durante la mattinata:
Le strade secondarie erano belle bianche:

Una macro sul rosmarino innevato:
And now it\'s sh(n)ow time (intensità incredibile in certi momenti:



Accumulo di 6 cm al suolo, la nevicata è stata, a volte, frammista a pioggia che permetteva un consolidamento del manto, ma non una accumulo molto maggiore!
Infine un video della nevicata di oggi, durante la massima intensità:
http://www.youtube.com/watch?v=qKB57e2hWbU&feature=channel
Matteo Polato



